a tutti i candidati sindaco:
Ecco la Venezia che vogliamo!
Dieci richieste dell'Associazione AmbienteVenezia
per il governo del territorio nella città metropolitana


Venezia città metropolitana, assieme ai comuni che insistono nell’area vasta attorno alla gronda lagunare nella zona centrale dell’attuale Provincia, con competenze su Urbanistica, mobilità, progetti e servizi strategici a scala metropolitana.
Federalismo solidale, anche fiscale, che non sia un nuovo centralismo delle Regioni, ma una democrazia partecipata a livello di municipi, con piena cittadinanza di tutti, compresi gli immigrati, a cui garantire il diritto di voto amministrativo.
Bonifica dei suoli di Porto Marghera per insediarvi attività eco-compatibili, occupando i lavoratori degli attuali cicli nocivi, senza nuovo consumo di suolo con cementificazioni per progetti discutibili (Veneto City, Marco Polo City, Città della Moda).
Istituire il Parco della Laguna, ripristinando l’equilibrio idrogeologico ed ambientale, vietando l’accesso alle mega navi da crociera, petrolifere e portacontainer, che richiedono canali navigabili con profondità incompatibili con l’ecosistema.
Bloccare i lavori del Mose, riconvertendo le opere marittime realizzate, e demolendo quelle non riconvertibili (l’orrenda Isola del Bacan), per altri progetti, sperimentali, graduali e reversibili, di eventuali barriere mobili alle bocche di porto.
Norme urbanistiche che vietino cambi di destinazione d’uso selvaggi da residenza a bed & breakfast/affittacamere, trasformando la città antica in un albergo diffuso. Venezia ha bisogno di norme che favoriscano la residenza, mediante una continua manutenzione urbana.
Sistema di mobilità metropolitano ed intermodale delle persone e delle merci via terra e via acqua, ecocompatibile, non inquinante, che escluda grandi infrastrutture inutili e dannose quali Alta velocità o metropolitana sub lagunare.
Per un turismo sostenibile, con terminal a Fusina e Tessera, una programmazione e distribuzione dei flussi, nuove attività legate all’immateriale e alla cultura materiale che creino occupazione, ripopolando la città antica e superando la monocoltura turistica.
Per un welfare municipale che garantisca casa, reddito, servizi a tutti, compreso immigrati e giovani del circuito della formazione e del lavoro flessibile e precario, per una rete di servizi all’insegna di un nuovo patto solidale tra generazioni.
Venezia città dei giovani e dei bambini, con servizi gratuiti, per scuola, università e cultura; luoghi di aggregazione, e non solo di consumo, in nuovi spazi in aree dismesse per il gioco, la musica, il teatro, l’arte e i concerti autoprodotti.

Stefano Micheletti per AmbienteVenezia

Flavio Cogo per Assemblea Permanente NoMose

Stefano Fiorin per Coordinamento Cittadino Contro le grandi Navi

Luciano Mazzolin per Medicina Democratica

Rossana Cavazzano per Associazione Gabriele Bortolozzo

Franco Rigosi per Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico

Stop climate change: save Venice! leggi il volantino e vedi le foto dell'iniziativa


Comunicato Stampa
Assemblea Permanente NOMOSE - AmbienteVenezia - Medicina Democratica - Coordinamento cittadino Contro le grandi navi

Lunedì 5 ottobre 2009 il Tribunale di Mestre dovrebbe emettere la sentenza del processo di primo grado contro alcuni attivisti NOMOSE per l'occupazione dei cantieri del MoSE di San Nicolò avvenuta nel settembre del 2005.

I capi di imputazione sono assurdi e pesantissimi.
Una vera e propria provocazione!

Questo processo si sta svolgendo quando ormai sono stati resi noti documenti importantissimi che confermano le denuncie che il movimento NOMOSE ha fatto in questi anni.
Il documento tecnico della società Principia ha sollevato seri dubbi sulla funzionalità del sistema di chiusura dei portelloni in certe condizioni atmosferiche.

La sentenza della Corte dei Conti in oltre cento pagine ha evidenziato tutte le anomalie e lacune emerse in relazione al progetto Mose e tutte le attività che vi gravitano intorno: Un regime di monopolio che dura da oltre vent’anni contrario a tutte le normative europee e nazionali; costi lievitati a dismisure; Incarichi, consulenze e collaudi affidati con scarsa trasparenza; Progetto e lavori senza Valutazione d’impatto ambientale Positiva; Mancanza di un progetto esecutivo generale.

Ricordiamo che ormai è confermato, dalle procedure di infrazioni delle Direttive Europee e da atti del Ministero dell'Ambiente e dell'Osservatorio Naturalistico della Laguna del Comune di Venezia, che i cantieri del progetto MOSE, vero e proprio ECOMOSTRO, erano e sono ILLEGALI quindi ABUSIVI e che hanno creato, creano e creeranno enormi danni ambientali al fragilissimo equilibrio della Laguna di Venezia. I danni già prodotti solo per il cantiere S.Maria del Mare erano stati quantificati da esperti del Comune di Venezia in cento milioni di euro!

Nessuno ha avviato un procedimento ad ampio spettro sia sulle abnormi lievitazioni dei costi sia sulle moltissime irregolarità che si ravvedono in tutta la vicenda MOSE.

Nonostante tutto questo i lavori, in questi cantieri ILLEGALI e ABUSIVI, devastanti dal punto di vista ambientale, vanno avanti lo stesso!

Nessuno vuole o ha il coraggio di disturbare la potentissima lobby delle aziende ed imprese del Consorzio Venezia Nuova che hanno messo le mani sui fondi della Legge Speciale e che vogliono "divorare" i 4,2 miliardi di euro che servono per costruire un'opera vecchia, inutile e dannosa non solo per gli attuali delicati equilibri idrogeologici lagunari, ma anche alla luce delle variazioni climatiche che si prospettano per i prossimi decenni.

Il Consorzio Venezia Nuova è riuscito ad avere e mantenere la concessione unica, il monopolio assoluto, in spregio a tutte le normative italiane e europee sui lavori pubblici, e sulla concorrenza.

Il Consorzio Venezia Nuova è formato anche da ditte e personaggi che sono stati coinvolti nell’indagine “Manipulite” e da ditte come la “Condotte d’acqua” che è indagata al sud per infiltrazioni mafiose e che si è vista revocare tutti i contratti in essere per la costruzione di lotti autostradali. Perché non vengono revocati anche i contratti per i lavori dei cantieri del MOSE?

I lavori veri e propri di realizzazione del Mose, con gli scavi di sbancamento alle bocche di porto per formare le fondazioni su cui poggeranno i "cassoni" dentro cui alloggeranno le paratoie, devono ancora iniziare.

L'Assemblea Permanente NOMOSE e i 12.500 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare (presentata a tutti i livelli istituzionali nazionali e comunitari) hanno sempre denunciato le illegalità e i danni di questi cantieri e hanno tentato in tutti i modi di fermare l'ECOMOSTRO MOSE.

Essere imputati in un processo per l'occupazione di un cantiere illegale e abusivo, vedersi chiedere il rimborso di presunti danni da chi crea danni enormi ed irreversibili all'ambiente, da chi "divora" tutti i soldi della legge speciale, è un insulto alla ragione! una vera e propria provocazione!

Perché la Magistratura non ferma i cantieri del MOSE e i danni che questi creano all’ambiente ???
Perché non chiedono i danni a chi li sta veramente creando???
Fermiamo il MOSE!!!
Per salvare Venezia e la sua laguna dalle maree, dalla voracità degli speculatori, dai tecnici incompetenti, dai politici incapaci di tutelare i beni comuni.
Assemblea Permanente NOMOSE - AmbienteVenezia - Medicina Democratica - Coordinamento cittadino Contro le grandi navi



Lettera Aperta agli organizzatori del convegno World Venice Forum 2009
“ La salute del pianeta terra e dell’uomo. Disastri ambientali: irresponsabilità e tutela” Per una corte penale internazionale dell’ambiente e una corte penale europea dell’ambiente.
Palazzo Ducale - Venezia 2 e 3 ottobre 2009


Non vogliamo con questa lettera aprire una inutile e sterile polemica, perché aderiamo anche noi da oltre un decennio alla campagna dal basso per l’istituzione della Corte Penale Internazionale sui Crimini Ambientali; già in passato entusiasticamente avevamo sostenuto la richiesta che questo nuovo organismo avesse una sede a Venezia, perché il nostro territorio è stato pesantemente devastato da veri e propri criminali che con l’alibi del progresso e dello sviluppo hanno agito indisturbati fino ai giorni nostri.

Grazie alle nostre denunce è partito il maxiprocesso petrolchimico di Porto Marghera per strage e disastro ambientale ; solo grazie a questo processo si è costituito il fondo destinato alle bonifiche del territorio e della laguna. Solo dopo il clamore nazionale ed internazionale di questo processo sono partite in Italia altre indagini e processi sui morti e sui disastri ambientali causati da altri stabilimenti petrolchimici.

Sempre grazie alle nostre denunce è stato fatto uno dei primi processi penali sulle morti da Amianto ai cantieri navali Fincantieri ex Breda di Porto Marghera.

Ma la nostra città, il nostro territorio e il fragilissimo ambiente lagunare sono ancora oggetto di “attenzioni”, progetti e speculazioni che potranno causare ulteriori danni e devastazioni ambientali. Ricordiamo solamente:

il contestatissimo progetto MoSE, oggetto di una ultra dettagliata sentenza di oltre cento pagine della Corte dei Conti; sul quale ci sono fior di documenti che mettono in dubbio la sua funzionalità e altri documenti che certificano i danni ambientali già causati all’ambiente lagunare;

il turismo di massa che aumenta senza alcun controllo e che trasforma la città di Venezia in una Disneyland, con l’espulsione dei suoi cittadini e l’aumento incontrastato di taxi, lancioni granturismo e navi da crociera sempre più grandi che hanno un impatto devastante sull’ambiente e sulle rive e fondazioni della città; per aumentare a dismisura il numero di accessi alla città si vorrebbe poi realizzare una metropolitana sub lagunare. Il Progetto della sublagunare se realizzato sconvolgerà l’ambiente acqueo e la vita di Venezia e i suoi ritmi.

Ci sono poi innumerevoli altri progetti speculati e ambientalmente devastanti contenuti nei piani territoriali dei vari enti locali (Regione, Provincia e Comuni) contro i quali sono stati presentate migliaia di osservazioni da parte di associazioni, comitati e singole associazioni; ricordiamo tra gli altri i progetti VenetoCity; il progetto quadrante Tessera con 2 milioni di metri cubi di edificato, una megaspeculazione che distruggerebbe un’area verde alla periferia della città; la Romea Commerciale, etc, etc.

Il “Bubbone “ P.Marghera area industriale che sta lentamente morendo senza essere seriamente bonificata e riconvertita e oggetto di progetti devastanti ed assurdi ( il business dell’energia con nuove centrali che bruciano di tutto oppure maxipiattaforma per rifiuti tossici e nocivi, etc etc);

Concludendo vi esprimiamo un certo sconcerto e molta contrarietà leggendo i nomi di alcuni relatori del vostro convegno; non capiamo la logica e le finalità con la quale avete scelto alcuni relatori che parleranno nei due giorni del vostro convegno, come l’assessore alle infrastrutture e Mobilità della Regione Veneto oppure il Consorzio Venezia Nuova e il Magistrato alle Acque che sicuramente magnificheranno i loro progetti. Noi invece speriamo che la futura corte penale internazionale sui crimini ambientali apra nei loro confronti e sul loro operato una seria indagine.



Luciano Mazzolin per AmbienteVenezia e Medicina Democratica

Stefano Fiorin per Assemblea Permanente NOMOSE

Flavio Cogo per Coordinamento Cittadino Contro le grandi Navi

Franco Bellotto per Associazione Esposti Amianto

Franco Rigosi per Associazione Gabriele Bortolozzo e Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico



4 agosto 2009
Oggetto: Segnalazione/Esposto in riferimento a nuovi studi tecnici che evidenziano la non validità del Progetto e sistema Mo.S.E. leggi la segnalazione






La petizione per le osservazioni al PTRC leggi

Comunicato Stampa 7 luglio 2009: Libertà subito per tutti i sequestrati nelle prigioni !!! leggi

24 giugno 2009
Comunicato stampa: Progetto MoSE ...
... Dietro questo grande bidone c'e' solo ...
tanto "magna... magna" e tanta devastazione !!!
leggi il comunicato


25 aprile 2009 - VENEZIA ANTIFASCISTA


Comunicato Stampa 2 aprile 2009: la Commissione Europea non ha tenuto in alcuna considerazione la sentenza della Corte dei Conti leggi il comunicato


Pubblichiamo due osservazioni al Piano di Assetto Territoriale presentate al Comune di Venezia ai primi di marzo La prima osservazione è relativa a diversi aspetti della Laguna di Venezia; la Seconda osservazione è relativa al sistema mobilità lagunare leggi il documento

Relazione Corte dei Conti sul progetto MOSE, è stata resa pubblica a Febbraio del 2009.
leggi il documento

Un nuovo dossier Sullo stato di degrado in cui si trovano le rive e fondamente di Venezia; il dossier è di 60 facciate e contiene 150 foto selezionate in un percorso che tutti possono fare e verificare. scarica uno stralcio del dossier .doc
Primo Percorso :si parte da Sant'Elena e facendo tutta la riva si va fino a San Marco, e San Girogio
Secondo percorso: tutto intorno alle mura dell'Arsenale - tratti a piedi e tratti in barca
Terzo percorso : Fondamente nuove, Rio dei Mendicanti, rio di San Provolo
Quarto percorso: Fondamenta San Basilio, Fondamenta Soccorso, Fondamenta Madonna, Rio Novo
Quinto percorso: San Basilio Marittima,Canale Scomenzera, Fondamenta Santa Chiara, Ponte Calatrava, Fondamenta Stazione
Sesto Percorso: Rio S. Alvise, Rio Riformati, Rio della Sensa, Misericordia, Rio San Felice, Canale Cannaregio.
VENEZIA prima si CREPA e poi CADE a PEZZI
Seconda Puntata 2008
2a parte '08 - scarica il .pdf
Prima Puntata 2009 1a parte '09 - scarica il .pdf

Il 15 febbraio 2009 è stato presentato alla Provincia di Venezia un corposo documento di osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento provinciale elaborato da diverse assiciazioni e ed esperti di Venezia; in questo contesto l'associazione AmbienteVenezia ha presentato una serie di osservazioni relative al problema della Sublagunare che riportiamo in questo documento.

Comunicato Stampa Assemblea Permanente NOMOSE sulla sentenza di condanna di 4 mesi per occupazione e interruzione di pubblico servizio - leggi

PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA: SOSPENDERE I LAVORI DEL MOSE!
PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA: SOSPENDERE I LAVORI DEL MOSE! UN' OPERA INUTILE E DANNOSA, CHE SERVE SOLO A CHI LA FA ! scarica il .doc

"VENEZIA Crepa e MARGHERA non sta bene!"
A MARGHERA dal 17 al 23 Novembre
presso sala Municipio di Marghera Giorni Feriali dalle 16 alle 19 Sabato e Domenica dalle 9.30 alle 13
mostra multimediale (foto e video) sull'assedio ambientale al nostro territorio MOSE, Alluvione in terraferma, Traffico, Centrali Elettriche, Moto Ondoso, Espulsione dei residenti,.... il 17 novembre alle ore 17,30 Premiazione tesi di laurea vincitrici del concorso indetto dall'associazione G.Bortolozzo sul tema dello Sviluppo Sostenibile

VENEZIA CREPA
Documentario inchiesta di 30 minuti sulle GRANDI OPERE IN CORSO e sugli USI DEVASTANTI di Venezia e della sua Laguna : Mose - Grandi Navi - Moto Ondoso - Fanghi e nuovi interramenti - Tronchetto - Sublagunare - Turismo di massa - Spopolamento...


Una produzione: Associazione AMBIENTEVENEZIA e MultiMediaRecords s.a.s.Edizioni e Divulgazioni televisive .

il film è stato presentato nell'ambito della 65^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione "Industry".
Il documentario è più ampio e si può eventualmente acquistare contattando www.multimediarecords.tv


Venezia Crepa from angimes on Vimeo.

"VENEZIA CREPA !"
presso i Magazzini del Sale - Novembre 2008



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Il cartun d’le ribelliun / Il carretto delle ribellioni
da Venaus a Roma a passo d’uomo

Film-documentario di Adonella Marena - Durata 85’ anno 2008 - Produzione: Don Quixote / Djanetfilm - Con il sostegno di Film Commission Piemonte Doc Film Fund - Fotografia: Fabio Colazzo, Adonella Marena - Montaggio: Dario Castelli Marco Duretti - Musiche: Davide Balistreri

sarà proiettato il 4 settembre a Milano al circolo Scighera (Arci) e Il 5 settembre a Padova al festival Tonicorti, con una giornata dedicata alle resistenze.

per info: Adonella Marena (djanet_film @ fastwebnet.it) Chiara Dalmaviva (chiaradalmaviva @ hotmail.com) e il sito di Donquixote (http://www.donquixote.it/)

Una mattina d’estate 2006 da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma.
A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento notav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette Grandi Opere.
Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio: caricati su un carro-risciò, che viene chiamato il cartun d’le ribelliun, decine di documenti arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento.
E’ la storia di un’utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità e non si piega al pensiero unico di questo modello economico.


Scarica il Dossier sull'impatto del traffico portuale su Venezia e la sua Laguna 9.500 Kb - 1.500 Kb



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COMUNICATO STAMPA
Assemblea Permanente NOMOSE su: Connessioni Mafiose all'interno del Consorzio Venezia Nuova - Revocate immediatamente i contratti in corso!

Apprendiamo con estrema soddisfazione, che a livello nazionale, sono stati revocati contratti in corso per la costruzione di opere pubbliche (lotti autostradali al sud) causato dalla sospensione del Certificato Antimafia alla società italiana per Condotte d'Acqua per il sospetto di infiltrazioni mafiose. E' superfluo dire che aspettiamo con impazienza che lo stesso provvedimento di revoca immediata dei contratti in corso venga applicato anche per i lavori del PROGETTO MOSE .
La società Italiana per Condotte d'acqua è socio da sempre del Consorzio Venezia Nuova! Da diverso tempo avevamo denunciato con un nostro Dossier del dicembre 2006 intitolato "Le mani sulla città - Le mani sulla Salvaguardia" le connessioni poco chiare tra mondo delle lobby affaristiche, mondo della politica, mondo accademico e scientifico.
Tutto teso a papparsi i 4,3 miliardi di euro del Progetto MOSE..... alcune delle ditte e personaggi che le dirigono erano già entrate nelle inchieste di "tangentopoli", anche se erano riuscite quasi tutte ad uscire quasi del tutto indenni da quell'inchiesta. Speriamo che questa nuova indagine faccia finalmente luce nelle molte cose che non vanno anche all'interno del Business MOSE. Ricordiamo che abbiamo denunciato più volte, anche durante l'audizione al Parlamento Europeo l'illegalità del Concessionario Unico vietato dalla normativa europea e recepito anche dalla legislazione italiana che di fatto avrebbe, se applicato, estromesso da diverso tempo il CVN dal grande affare MOSE; naturalmente il mondo della politica è andato in soccorso del mondo delle Lobby e con qualche codillo introdotto in seguito hanno permesso la continuazione di questa illegalità.
Ricordiamo che è in corso in tutta la vicenda MOSE un'inadagine della Corte dei Conti e speriamo che anche loro trovino nuovi stimoli per scavare in mezzo a "questa melma di ..... Caste e .....Cosche"

Assemblea Permanente NOMOSE



Segnalazione Esposto alla Corte dei Conti per lavori ARSENALE scarica l'appello
scarica gli allegati - (1) - (2) - (3) - (4) - (5) - (6)

SAVE VENICE - SAVE THE LAGOON
APPELLO INTERNAZIONALE
Mortali speculazioni sono in atto sul presente e sul futuro di Venezia e della sua Laguna Dal 2008 al 2011 la "Serenissima" sarà definitivamente uccisa dagli immani scavi e dagli altri ciclopici lavori programmati dal Consorzio Venezia Nuova per l'attuazione del Mo.S.E., finanziati per ulteriori 400 milioni di euro dal governo Prodi prima di cadere.
FINORA, CON LE OPERE PRELIMINARI, IN VIA DI CONCLUSIONE, AVEVANO SOLO SCHERZATO!
scarica l'appello

Una nuova centrale elettrica da 12 Megawatt per far funzionare il Mose e far sollevare le paratoie... leggi l'articolo apparso su La Nuova

"Al vento 97 milioni di euro", Sortino lascia le Iene: "Censurato" Problemi per il servizio sulle dighe, L'offensiva alla corte dei conti "oltre al danno anche gli sprechi" leggi gli articoli

MERCOLEDI' 6 FEBBRAIO ORE 17.30 SALA SAN LEONARDO - CANNAREGIO
presentazione del nuovo DVD
"VENEZIA E LE GRANDI NAVI" QUALE FUTURO PER VENEZIA TRA MOSE, INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI, EROSIONE DELLE RIVE E SVILUPPO DEL PORTO?
Coordinamento Cittadino contro le grandi navi

a seguire riunione Assemblea Permanente NoMOSE

Alla Corte dei Conti gennaio 2008 - Relativamente ai cantieri attualmente in essere relativi alla prefabbricazione dei cassoni del Mo.S.E. leggi


Da IL GAZZETTINO di Domenica, 27 Gennaio 2008

SALVAGUARDIA

Esposto contro il costo dei cantieri. I NoMose si appellano alla Corte dei Conti

Assemblea permanente NoMose e associazione AmbienteVenezia si appellano alla Corte dei conti.

Sotto accusa, attraverso un esposto, sono stavolta i cantieri per la prefabbricazione dei cassoni del Mose nell'area sud della Bocca di porto di Malamocco. Cantieri, il cui costo ammonta a 97,1 milioni di euro, che potevano essere realizzati in altre zone e con una spesa notevolmente inferiore.Una volta ultimati i lavori (tra circa sette anni) l'opera sarebbe destinata ad essere rimossa in modo da ripristinare le aree occupate nella loro originaria configurazione: cioè spiaggia, battigia e mare. «È un cantiere che risulta necessario, vista la soluzione progettuale adottata, ma che non ha considerato altre alternative possibili meno costose - spiegano i NoMose -, e che consiste nella costituzione di una sorta di "rialzo" provvisorio nell'area a sud della bocca di Malamocco e di un impianto mediante il quale i cassoni potranno essere varati, nella sequenza e nei tempi richiesti dall'installazione».
«Questo cantiere - hanno aggiunto Luciano Mazzolin e Stefano Fiorin, portavoce e segretario organizzativo di AmbienteVenezia -, pur ammesso che la tecnologia proposta sia efficace ai fini della realizzazione di grossi manufatti in cemento armato, poteva essere individuato e collocato in un altro luogo dell'alto Adriatico, o nelle altre coste italiane di minor pregio storico, culturale ed ambientale rispetto a quello scelto, magari con un indotto di personale qualificato già esistente in loco. Inoltre sarebbe potuto rimanere un "asset" della cantieristica civile e navale italiana nel Mediterraneo e avrebbe rappresentato un vero indotto per tutta la nazione capace non solo di operare in regime di concessione con risorse esclusivamente statali, come è oggi con il Consorzio Venezia Nuova, ma di proporsi anche sul mercato internazionale». Nell'esposto si chiede infine se i costi relativi al recupero di alcuni materiali potranno essere scomputati dal costo dell'opera, non essendo specificata l'esistenza di contratti di soggetti che si impegnano a comprarli dopo l'utilizzo.

Daniela Pierobon