"VENEZIA Crepa e MARGHERA non sta bene!"
A MARGHERA dal 17 al 23 Novembre
presso sala Municipio di Marghera Giorni Feriali dalle 16 alle 19 Sabato e Domenica dalle 9.30 alle 13
mostra multimediale (foto e video) sull'assedio ambientale al nostro territorio MOSE, Alluvione in terraferma, Traffico, Centrali Elettriche, Moto Ondoso, Espulsione dei residenti,.... il 17 novembre alle ore 17,30 Premiazione tesi di laurea vincitrici del concorso indetto dall'associazione G.Bortolozzo sul tema dello Sviluppo Sostenibile

"VENEZIA CREPA !"
A VENEZIA dal 20 al 30 Novembre
presso MAGAZZINI del SALE (Zattere - Dorsoduro 259) tutti i giorni dalle 16 alle 19
mostra multimediale Foto, Video e materiali completamente rinnovata su: Mose, Grandi Navi, moto ondoso, pesca vongole, finte barene, danni alla città e alla laguna, .... inoltre ci saranno sezioni artistiche: Sculture in vetro di Claudio Grassetti, Litografie di Luciano Dall'Acqua e lettura poesie di Aldo Vianello

Inaugurazione Mostra giovedì 20 novembre ore 18 e alle ore 20 happenig musicale con "Sacca Red" e "Green Calamaro"

Sabato 29 novembre alle ore 17 tavola rotonda sui problemi affrontati dalla mostra con: Stefano Boato, Armando Danella, Lorenzo Bonometto, Antonio Rusconi

VENEZIA CREPA
Documentario inchiesta di 30 minuti sulle GRANDI OPERE IN CORSO e sugli USI DEVASTANTI di Venezia e della sua Laguna : Mose - Grandi Navi - Moto Ondoso - Fanghi e nuovi interramenti - Tronchetto - Sublagunare - Turismo di massa - Spopolamento...


Una produzione: Associazione AMBIENTEVENEZIA e MultiMediaRecords s.a.s.Edizioni e Divulgazioni televisive .

il film è stato presentato nell'ambito della 65^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione "Industry".
Il documentario è più ampio e si può eventualmente acquistare contattando www.multimediarecords.tv


Venezia Crepa from angimes on Vimeo.


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Il cartun d’le ribelliun / Il carretto delle ribellioni
da Venaus a Roma a passo d’uomo

Film-documentario di Adonella Marena - Durata 85’ anno 2008 - Produzione: Don Quixote / Djanetfilm - Con il sostegno di Film Commission Piemonte Doc Film Fund - Fotografia: Fabio Colazzo, Adonella Marena - Montaggio: Dario Castelli Marco Duretti - Musiche: Davide Balistreri

sarà proiettato il 4 settembre a Milano al circolo Scighera (Arci) e Il 5 settembre a Padova al festival Tonicorti, con una giornata dedicata alle resistenze.

per info: Adonella Marena (djanet_film @ fastwebnet.it) Chiara Dalmaviva (chiaradalmaviva @ hotmail.com) e il sito di Donquixote (http://www.donquixote.it/)

Una mattina d’estate 2006 da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma.
A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento notav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette Grandi Opere.
Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio: caricati su un carro-risciò, che viene chiamato il cartun d’le ribelliun, decine di documenti arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento.
E’ la storia di un’utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità e non si piega al pensiero unico di questo modello economico.


Scarica il Dossier sull'impatto del traffico portuale su Venezia e la sua Laguna 9.500 Kb - 1.500 Kb



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COMUNICATO STAMPA
Assemblea Permanente NOMOSE su: Connessioni Mafiose all'interno del Consorzio Venezia Nuova - Revocate immediatamente i contratti in corso!

Apprendiamo con estrema soddisfazione, che a livello nazionale, sono stati revocati contratti in corso per la costruzione di opere pubbliche (lotti autostradali al sud) causato dalla sospensione del Certificato Antimafia alla società italiana per Condotte d'Acqua per il sospetto di infiltrazioni mafiose. E' superfluo dire che aspettiamo con impazienza che lo stesso provvedimento di revoca immediata dei contratti in corso venga applicato anche per i lavori del PROGETTO MOSE .
La società Italiana per Condotte d'acqua è socio da sempre del Consorzio Venezia Nuova! Da diverso tempo avevamo denunciato con un nostro Dossier del dicembre 2006 intitolato "Le mani sulla città - Le mani sulla Salvaguardia" le connessioni poco chiare tra mondo delle lobby affaristiche, mondo della politica, mondo accademico e scientifico.
Tutto teso a papparsi i 4,3 miliardi di euro del Progetto MOSE..... alcune delle ditte e personaggi che le dirigono erano già entrate nelle inchieste di "tangentopoli", anche se erano riuscite quasi tutte ad uscire quasi del tutto indenni da quell'inchiesta. Speriamo che questa nuova indagine faccia finalmente luce nelle molte cose che non vanno anche all'interno del Business MOSE. Ricordiamo che abbiamo denunciato più volte, anche durante l'audizione al Parlamento Europeo l'illegalità del Concessionario Unico vietato dalla normativa europea e recepito anche dalla legislazione italiana che di fatto avrebbe, se applicato, estromesso da diverso tempo il CVN dal grande affare MOSE; naturalmente il mondo della politica è andato in soccorso del mondo delle Lobby e con qualche codillo introdotto in seguito hanno permesso la continuazione di questa illegalità.
Ricordiamo che è in corso in tutta la vicenda MOSE un'inadagine della Corte dei Conti e speriamo che anche loro trovino nuovi stimoli per scavare in mezzo a "questa melma di ..... Caste e .....Cosche"

Assemblea Permanente NOMOSE



Segnalazione Esposto alla Corte dei Conti per lavori ARSENALE scarica l'appello
scarica gli allegati - (1) - (2) - (3) - (4) - (5) - (6)

SAVE VENICE - SAVE THE LAGOON
APPELLO INTERNAZIONALE
Mortali speculazioni sono in atto sul presente e sul futuro di Venezia e della sua Laguna Dal 2008 al 2011 la "Serenissima" sarà definitivamente uccisa dagli immani scavi e dagli altri ciclopici lavori programmati dal Consorzio Venezia Nuova per l'attuazione del Mo.S.E., finanziati per ulteriori 400 milioni di euro dal governo Prodi prima di cadere.
FINORA, CON LE OPERE PRELIMINARI, IN VIA DI CONCLUSIONE, AVEVANO SOLO SCHERZATO!
scarica l'appello

Una nuova centrale elettrica da 12 Megawatt per far funzionare il Mose e far sollevare le paratoie... leggi l'articolo apparso su La Nuova

"Al vento 97 milioni di euro", Sortino lascia le Iene: "Censurato" Problemi per il servizio sulle dighe, L'offensiva alla corte dei conti "oltre al danno anche gli sprechi" leggi gli articoli

MERCOLEDI' 6 FEBBRAIO ORE 17.30 SALA SAN LEONARDO - CANNAREGIO
presentazione del nuovo DVD
"VENEZIA E LE GRANDI NAVI" QUALE FUTURO PER VENEZIA TRA MOSE, INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI, EROSIONE DELLE RIVE E SVILUPPO DEL PORTO?
Coordinamento Cittadino contro le grandi navi

a seguire riunione Assemblea Permanente NoMOSE

Alla Corte dei Conti gennaio 2008 - Relativamente ai cantieri attualmente in essere relativi alla prefabbricazione dei cassoni del Mo.S.E. leggi


Da IL GAZZETTINO di Domenica, 27 Gennaio 2008

SALVAGUARDIA

Esposto contro il costo dei cantieri. I NoMose si appellano alla Corte dei Conti

Assemblea permanente NoMose e associazione AmbienteVenezia si appellano alla Corte dei conti.

Sotto accusa, attraverso un esposto, sono stavolta i cantieri per la prefabbricazione dei cassoni del Mose nell'area sud della Bocca di porto di Malamocco. Cantieri, il cui costo ammonta a 97,1 milioni di euro, che potevano essere realizzati in altre zone e con una spesa notevolmente inferiore.Una volta ultimati i lavori (tra circa sette anni) l'opera sarebbe destinata ad essere rimossa in modo da ripristinare le aree occupate nella loro originaria configurazione: cioè spiaggia, battigia e mare. «È un cantiere che risulta necessario, vista la soluzione progettuale adottata, ma che non ha considerato altre alternative possibili meno costose - spiegano i NoMose -, e che consiste nella costituzione di una sorta di "rialzo" provvisorio nell'area a sud della bocca di Malamocco e di un impianto mediante il quale i cassoni potranno essere varati, nella sequenza e nei tempi richiesti dall'installazione».
«Questo cantiere - hanno aggiunto Luciano Mazzolin e Stefano Fiorin, portavoce e segretario organizzativo di AmbienteVenezia -, pur ammesso che la tecnologia proposta sia efficace ai fini della realizzazione di grossi manufatti in cemento armato, poteva essere individuato e collocato in un altro luogo dell'alto Adriatico, o nelle altre coste italiane di minor pregio storico, culturale ed ambientale rispetto a quello scelto, magari con un indotto di personale qualificato già esistente in loco. Inoltre sarebbe potuto rimanere un "asset" della cantieristica civile e navale italiana nel Mediterraneo e avrebbe rappresentato un vero indotto per tutta la nazione capace non solo di operare in regime di concessione con risorse esclusivamente statali, come è oggi con il Consorzio Venezia Nuova, ma di proporsi anche sul mercato internazionale». Nell'esposto si chiede infine se i costi relativi al recupero di alcuni materiali potranno essere scomputati dal costo dell'opera, non essendo specificata l'esistenza di contratti di soggetti che si impegnano a comprarli dopo l'utilizzo.

Daniela Pierobon